The Departure of the Argonaut
Alberto Savinio (pseudonimo di Andrea de Chirico), Francesco Clemente
Petersburg Press
New York e Londra
1986
grande in-folio (65 x 100 cm)
Inv. 0912
N. Catalogo E39
Descrizione
Provenienza
Alberto Savinio (Andrea de Chirico), Francesco Clemente, The Departure of the Argonaut, Petersburg Press, New York-Londra, 1986
The Departure of the Argonaut, lussuoso grande in-folio pubblicato nel 1986 dalla Petersburg Press, contiene la prima traduzione inglese, a cura di George Scrivani, di La partenza dell’argonauta del pittore-scrittoremusicista Alberto Savinio (1891-1952). Pubblicato a puntate in Italia e Francia nel corso del 1917, il testo, che narra in forma diaristica il viaggio dell’autore da Ferrara al fronte di Salonicco negli anni della Prima guerra mondiale, alterna pagine di vivido realismo a momenti in cui prevalgono slancio poetico e visioni oniriche. La versione integrale di La partenza dell’argonauta apparve nel 1918, all’interno del volume Hermaphrodito edito dalla fiorentina Libreria della Voce. La traduzione di Scrivani è desunta dalla riedizione del 1981 per la collana Supercoralli della casa editrice Einaudi di Torino1.
Arricchiscono il volume le 48 litografie che l’artista italiano Francesco Clemente (nato nel 1952), tra i protagonisti della Transavanguardia, realizzò a New York, in fase alterne, tra il 1983 e il 1986. Clemente non immaginò le sue litografie come semplice corredo figurativo alla narrazione, ma piuttosto come omaggio al più anziano artista, di cui da ormai un decennio leggeva con attenzione l’opera, apprezzandone versatilità e idee. Gli interventi litografici, a volte estesi all’intera doppia pagina a inglobare il testo e altre ridotti a porzioni limitate del foglio, sono concepiti come un crescendo allucinatorio, in cui la tecnica è forzata al massimo grado. Ai passaggi ottenuti con la matita litografica se ne accostano altri dalle forti qualità pittoriche, in cui il tusche, inchiostro grasso e resinoso per la litografia, è steso in forma più o meno diluita.
Se nelle pagine di Savinio si rincorrono passi in cui prevale il realismo della narrazione e altri in forma di lunghi sfoghi emotivi, nei suoi disegni Clemente sceglie di alternare immagini all’apparenza astratte a elementi che conservano un certo grado di riconoscibilità, facendo echeggiare in più di un’occasione l’autobiografia saviniana nell’immagine del proprio autoritratto. I due artisti, come i mitici Argonauti che salparono alla riconquista del vello d’oro, si muovono letteralmente e metaforicamente attraverso il tempo e lo spazio, accettando con senso di meraviglia ciò che incontrano lungo il cammino. La coincidenza dell’anno di morte di Savinio con quello di nascita del più giovane collega (1952), già rilevata dalla stampa all’indomani della presentazione pubblica delle litografie, non fa altro che enfatizzare la sensazione che The Departure of the Argonaut si ponga come un momento di travaso e assimilazione delle poetiche dell’uno nella produzione dell’altro2. Ma le affinità vanno al di là di coincidenze e questioni estetiche. Nel 1976, infatti, dopo aver assistito a una delle trasposizioni teatrali del testo di Savinio, Clemente incontrò l’attrice protagonista Alba Primiceri, che presto sarebbe diventata sua musa e moglie. Per l’artista, dunque, rendere omaggio a La partenza dell’argonauta significava celebrare un evento spartiacque della propria vita3.
Fig. 1. Giorgio de Chirico, Il saluto degli Argonauti partenti (Argonauti II)
La pubblicazione di The Departure of the Argonaut fu un viatico per la ricezione americana di Savinio4. Questa lenta riscoperta fu incoraggiata dalla mostra organizzata, contestualmente alla pubblicazione del volume, dal Dipartimento di stampe e libri illustrati del Museum of Modern Art di New York5. Per l’evento espositivo, le pagine litografate erano dispiegate, senza soluzione di continuità, lungo le pareti dello spazio e su ampi ripiani inclinati, enfatizzando il senso del meraviglioso viaggio che la visionarietà del testo di Savinio e le espressive immagini di Clemente trasmettono al lettore-spettatore. Tra le più recenti presentazioni pubbliche delle litografie, si segnalano la mostra del Des Moines Art Center del 2015 e quella del Madre - Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina di Napoli del 2009, occasione in cui furono esposti, per la prima volta, studi preparatori, trasparenze di traduzione e pietre litografiche6.
Come ricorda Annalisa Polesello Ferrari, per molti anni al fianco di Francesco Federico Cerruti nella gestione della raccolta, l’acquisto del volume da un venditore privato all’inizio degli anni Duemila risarciva l’assenza in collezione di un’opera di Clemente e permetteva di accostare il suo nome a quelli degli altri protagonisti della Transavanguardia, Enzo Cucchi, Nicola De Maria e Mimmo Paladino (N. Cat. A89, A98, A149). The Departure of the Argonaut, inoltre, non poteva che risuonare al cospetto dei capolavori dei fratelli de Chirico che il collezionista aveva raccolto negli anni: a porsi come contrappunti preferenziali erano il celeberrimo Il saluto degli Argonauti partenti di Giorgio de Chirico (1920, Fig. 1) e Fin d’un voyage di Savinio (1929, Fig. 2). Infine, il tema del viaggio, che trovava una controparte nel corpus di atlanti seicenteschi (Abraham Ortelius, Theatrum Orbis Terrarum - Parergon -Nomenclator Ptolemaicus; N. Cat. A640), con questa nuova acquisizione si arricchiva della visionarietà del racconto poetico.
Fabio Cafagna
1 Savinio 1918, Savinio 1981.
2 Spector 1987, p. 114.
3 A. N. Worthen, Savinio & Clemente: The Departure of the Argonaut, in Des Moines 2015, p. 6.
4 Sulla ricezione di Savinio negli Stati Uniti e sul ruolo del volume qui preso in esame, si veda Salza 2019, https://www.italianmodernart.org/journal/articles/ alberto-savinio-and-francesco-clemente-dilettantesamong- symbols/
5 «Francesco Clemente: The Departure of the Argonaut », New York, The Museum of Modern Art,
6 novembre 1986 - 10 gennaio 1987, a cura di R. Castleman, https://www.moma.org/calendar/exhibitions/ 3601 6 Des Moines 2015, Napoli 2009.
Fig. 2. Alberto Savinio (Andrea de Chirico), Fin d'un voyage




