Adventures prodigieuses de Tartarin de Tarascon, lithographies originales en couleurs de Raoul Dufy
Alphonse Daudet
Scripta et Picta
Parigi
1937
4to (330 x 250 x 31 mm)
Inv. 0514
N. Catalogo A458
Descrizione
A. Daudet, Adventures prodigeuses de Tartarin de Tarascon, lithographies originales en couleurs de Raoul Dufy, Scripta et Picta, Parigi, 1937.
Quella descritta è la ventunesima delle legature eseguite da Paul Bonet per questo libro. Tra il 1941 e il 1969 Bonet disegna le legature per ventotto copie, molte delle quali con la maschera leonina, realizzate con piccole variazioni: con e senza stelline, con più o meno linee dorate e con i colori degli inserti disposti diversamente. Bonet non rilega personalmente i libri, ma affida le operazioni di legatura, cucitura e finitura a vari artigiani. Questa copia è stata legata da René Desmules e rifinita (decorazioni e impressioni) da Robert Cochet. Un disegno molto simile sullo stesso libro si trova nella biblioteca di Wormsley1.
Paul Bonet nasce nel 1889 a Parigi da genitori belgi. Il padre è ebanista, ma Paul viene mandato a bottega da un elettricista; tuttavia, essendo più interessato all’attività artistica, si dedica dapprima a disegnare abiti, poi passa alla legatura di libri. Dopo essersi arruolato nell’esercito nel 1914 ed esserne stato congedato a causa di un ferimento, disegna la sua prima legatura nel 1920, diventando professionista solo nel 1925. Abbandonata l’iniziale influenza di Pierre Legrain, nel 1930 si è ormai affermato come uno dei maggiori ideatori di legature, per le quali impiega tecniche e materiali nuovi, come pelle scolpita, modellata e traforata, inserti e applicazioni, impressioni a secco, in oro, palladio e alluminio, metallo e avorio. Per realizzare i suoi disegni si avvale della collaborazione di vari artigiani, dai quali esige virtuosismo tecnico e precisione. Bonet ha la capacità di dare diverse interpretazioni di uno stesso libro, ma non disdegna di utilizzare un motivo più volte, sostenendo che i suoi disegni non sono tanto collegati al testo e ritenendo, quindi, che le variazioni su uno stesso tema non appiattiscano il risultato. Estremamente versatile, sperimenta tutti gli stili artistici del Novecento. Gli esemplari presenti nella Collezione Cerruti dimostrano questa varietà nei motivi circolari, ottenuti con un mosaico di applicazioni in G. d’Houville, La diadème de Flore, Parigi 1928 (n. 81, p. 351), o con piccoli inserti rotondi e impressioni in oro nei tredici volumi di M. Proust, À la recherche du temps perdu, Parigi 1919 (sch. p. 308)2. Un effetto completamente diverso è ottenuto con applicazioni ellittiche, in un’armonia di grigi e di bianchi con piccoli tocchi di colore in H. de Montherlant, Mors et Vita, Parigi 1932 (n. 88, p. 353)3. Le legature di Paul Bonet, morto il 3 marzo 1971, sono state presentate in numerose mostre in Europa e negli Stati Uniti.
Mirjam Foot
1 B. D. Maggs, in New York 1999, n. 101. Si veda anche Bonet 1981. La copia di Wormsley è la n. 1164, che fu rifinita da Charles Collet; la copia qui descritta è la n. 1165. Un’altra variante ancora è descritta in Parigi 1995, n. 53.
2 Rispettivamente Bonet 1981, n. 86: legato da M. Trinckvel, decorato da A. Jeanne (1929), e nn. 962-974: legati da R. Desmules e decorati da R. Cochet (1951).
3 Bonet 1981, nn. 1590-1591 (2 copie): legato da R. Desmules, decorato da G. Raphaël (1967).




